Autore: Fabiano Amati
Nuovo ospedale di Taranto: si nomini un commissario, si revochi la gara in corso e si pubblichi un nuovo bando. Non si può più attendere nemmeno una settimana / rassegna stampa
Taranto: nuova battuta di arresto per l’avvio dei lavori di costruzione del nuovo ospedale San Cataldo, su decisione del Consiglio di Stato. Chi tiene davvero a risolvere i problemi di questa città, non può far finta di non sapere che il suo più grave problema è l’assenza di un ospedale come Dio comanda. Pertanto, mi sembra che la soluzioni sia la nomina di un commissario, la revoca della gara in corso e la pubblicazione di un nuovo bando. Non si può più attendere nemmeno una settimana. A meno che Invitalia, delegata dalla Asl di Taranto a svolgere la funzione di stazione appaltante, non pensi di poter aggiudicare la gara immediatamente e sulla base della sentenza non definitiva del Consiglio di Stato.
Ostuni: la diatriba Comune-Asl torna oggi dinanzi al Tar; i lavori di ristrutturazione del reparto di chirurgia si sono conclusi con anticipo rispetto al cronoprogramma, ben oltre le carte bollate e le polemiche. Resta da attendere la conclusione dei lavori nel reparto di ortopedia.
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Nuovo ospedale di Taranto, Amati: “Si nomini commissario e nuovo bando. A meno che Invitalia non aggiudichi immediatamente”
“Per il nuovo ospedale di Taranto si nomini un commissario, si revochi la gara in corso e si pubblichi un nuovo bando. Non si può più attendere nemmeno una settimana. A meno che Invitalia, delegata dalla Asl di Taranto a svolgere la funzione di stazione appaltante, non pensi di poter aggiudicare la gara immediatamente e sulla base della sentenza non definitiva del Consiglio di Stato”.
Lo dichiara il Consigliere regionale Fabiano Amati, Presidente della Commissione regionale bilancio, commentando la Sentenza non definitiva del Consiglio di Stato – terza sezione – n. 3316/2020, pubblicata nella giornata di ieri, 25 maggio 2020.
“Chi tiene davvero a risolvere i problemi di Taranto non può far finta di non sapere che il suo più grave problema è l’assenza di un ospedale come Dio comanda. Pensare di dover attendere la pronuncia della Corte di giustizia dell’Unione Europea sulla questione pregiudiziale in via di proposizione da parte dello stesso Consiglio di Stato, significa non tenere in considerazione il superiore interesse pubblico alla piena funzionalità di un ospedale in grado di curare tutte le malattie tempo dipendenti e di alta specialità.
Ricordo come fonte di prima mano che, quando avviammo l’ultima programmazione di edilizia sanitaria, i presidi prioritari erano, nell’ordine, Taranto e Monopoli-Fasano. Dei due, l’ospedale ionico era quello in fase più avanzata sotto il profilo del procedimento.
È accaduto, invece, che quello di Monopoli-Fasano è in costruzione, mentre quello di Taranto langue nella disputa giudiziaria e dopo aver scontato ritardi anche nelle fase precedente alla stessa gara d’appalto. Ecco, così non si può andare avanti. I cittadini – prosegue Amati – non possono tollerare la mancanza di simmetria tra Asl diverse nel perseguire l’interesse pubblico alla salute, che è da considerarsi almeno paritario. Il nuovo ospedale di Taranto sarà peraltro un presidio di secondo livello, cioè d’interesse regionale. Per cui ogni giorno di ritardo non si scarica solo sulla provincia di Taranto, ma riguarda ogni cittadino pugliese. Di qui – conclude – la necessità di un’immediata aggiudicazione da parte di Invitalia oppure della nomina di un commissario. Non ci sono proprio alternative”.
Ospedale Ostuni: ristrutturazione a tempi di record. Il reparto di chirurgia è pronto per accogliere le attività chirurgiche e ortopediche / rassegna stampa
Ospedale di Ostuni: la ristrutturazione è stata portata a termine a tempo di record. Abbiamo cercato di portare il vaccino dell’entusiasmo per contrastare la pandemia dello scetticismo e della speculazione politica. Credo che il risultato sia stato raggiunto. Il reparto di chirurgia è pronto per accogliere le attività chirurgiche e ortopediche, nell’attesa che si concludano i lavori anche nel reparto di ortopedia. Ora mi auguro che i politici ostunesi – maggioranza e parte dell’opposizione – si decidano finalmente a collaborare privilegiando il bene delle persone. Il mio sentito grazie a tutti coloro che si sono prodigati per l’opera.
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Ospedale Ostuni, Amati: “Ristrutturazione finita a tempi di record. I fatti hanno battuto le polemiche”
“A tempo di record sono terminati oggi i lavori di ristrutturazione del reparto di chirurgia dell’Ospedale di Ostuni. Come al solito, c’è chi pratica i lavori e i fatti e chi le carte bollate e le polemiche. Ora mi auguro che i politici ostunesi – maggioranza e parte dell’opposizione – si decidano finalmente a collaborare privilegiando il bene delle persone”.
Lo dichiara il Consigliere regionale Fabiano Amati, annunciando la conclusione dei lavori di ristrutturazione nel reparto di chirurgia dell’ospedale di Ostuni.
“Dal primo sopralluogo del 20 aprile, e quasi ogni giorno (15 visite al cantiere), abbiamo cercato di portare il vaccino dell’entusiasmo per contrastare la pandemia dello scetticismo e della speculazione politica. Credo che il risultato sia stato raggiunto. Il reparto di chirurgia è pronto per accogliere le attività chirurgiche e ortopediche, nell’attesa che si concludano i lavori anche nel reparto di ortopedia. La realizzazione dei lavori in tempi record – prosegue – è stata favorita dalla possibilità di operare senza interferire con la contestuale attività sanitaria, esponendo peraltro i pazienti a maggiori rischi infettivi, in ciò agevolati dalla sospensione delle prestazioni in elezione (non urgenti) a causa del Covid-19. Ringrazio con ammirazione i medici, gli infermieri, gli oss, gli ausiliari, il personale di portineria e le guardie giurate, che in questi giorni mi hanno prima accolto con sguardi di dubbi e paure, poi scioltisi – con l’intelligenza delle persone prive di pregiudizi – in sorrisi complici e collaborativi. Ringrazio la direzione generale della Asl, per tutti il DG Dott. Giuseppe Pasqualone, la direzione dell’area tecnica Ing. Sergio Rini e il direttore dei lavori Ing. Renato Ammirabile: ci sono persone che hanno già finito mentre altri si stanno ancora interrogando. E poi grazie alle imprese, ai tecnici e infine – cioè nel posto riservato ai primi – agli operai, le cui impronte sono state lasciate sui muri anche di sabato, domenica e giorni di festa”.
“E allora – conclude Amati –, grazie ad Accordo Quadro Manutenzione Insel + Matera Giuseppe con i suoi tecnici e operai: Mimmo Spinelli, Luciano Cacucciolo, Francesco Cacucciolo, Vincenzo Spinelli, Filippo Cuscito, Filippo Masi, Aryam Kolly, Vincenzo Vitale, Enzo Vitale, Francesco Saracino, Mimmo Bruno, Vincenzo Roccamo, Vincenzo Doria, Egidio Hucero e Luigi Finocchiaro. Grazie a Consip Manutenzione Elettrica Rekkep con i suoi tecnici e operai: Fabio Blasi, Giampaolo Falcone, Ivan Martellotta, Enzo Scianaro, Vito Pepe, Benedetto Rosato, Mimmo Basile, Pippo Melcarne. Grazie a Consip Manutenzione Sacciri Clima con i suoi tecnici e operai: Federica Camassa, Massimo Camassa, Michele Santobuono. Grazie a Digipoint Grafica Segnaletica con il suo Domenico Schiavone”.


Consorzi, le clientele fermano il passaggio ad Aqp / Intervista su Corriere del Mezzogiorno di oggi
Corriere del Mezzogiorno Puglia di venerdì 22 maggio 2020, pagina 5
Intervista a Fabiano Amati – «Consorzi, le clientele fermano il passaggio ad Aqp»
Amati (Pd): «Un continuo spreco di denaro, la Regione paga 12 milioni all’anno senza alcun rilancio»
di Fatiguso Vito
BARI «Sia chiaro: la vicenda giudiziaria di Ninni Borzillo farà il suo corso. Faccio una riflessione politica e amministrativa. I consorzi di bonifica continuano a rappresentare un costo esorbitante per la comunità pugliese. Eppure, basterebbe farli confluire in Acquedotto Pugliese; lo prevede una legge che non viene applicata».
Fabiano Amati, presidente della commissione Bilancio (esponente del Pd), torna a chiedere che si faccia chiarezza. I consorzi commissariati sono diventati un ricettacolo di interessi e spesso luoghi dove il servizio, ovvero l’erogazione dell’acqua agli agricoltori, passa in secondo piano. Ogni anno dal bilancio regionale fuoriescono milioni di euro per consentire alle strutture di poter andare avanti nonostante il servizio preveda l’erogazione dell’acqua a fronte del pagamento di una tariffa.
Amati, l’indagine su Borzillo è una delle tante vicende che andrà chiarita in sede giudiziaria. Ma il problema politico è il solito: come risolvere una volta per tutte la crisi dei consorzi di bonifica?
«La soluzione è sempre la stessa e ogni volta che viene proposta scattano interessi trasversali che bloccano gli eventi: far confluire i consorzi in Acquedotto Pugliese».
Che vantaggi produrrebbe?
«Intanto per il funzionamento dei consorzi commissariati la Regione paga ogni anno dai 10 ai 12 milioni. Poi lo stesso Acquedotto Pugliese riconosce i costi di approvvigionamento delle risorse idriche dagli invasi di competenza dei consorzi. Infine, sono iscritti nel bilancio della Regione residui attivi per oltre 100 milioni. Sono cifre che i consorzi non restituiranno mai».
E dal punto di vista operativo?
«L’Acquedotto è specializzato nella distribuzione idrica e potrebbe migliorare la capillarità della rete diretta ai campi. Ma c’è altro».
Dica pure.
«In un periodo dove l’acqua è sempre più una risorsa indispensabile e preziosa c’è da lavorare per trovare fonti alternative. E sicuramente Acquedotto ha a disposizione i reflui trattati dai depuratori. La gran parte di tale risorsa viene dispersa nell’ambiente mentre potrebbe essere usata per l’agricoltura. Il problema? La rete è gestita da soggetti diversi, quindi riunire il servizio di distribuzione in un unico operatore significa creare valore».
I vantaggi sembrerebbero evidenti. Perché il progetto non decolla? Lo stesso Michele Emiliano aveva parlato di soluzione positiva.
«Non parlo di progetto, ma di legge regionale che non viene applicata. Lo prevede una norma del febbraio 2017. Purtroppo, la realtà si scontra con interessi contrapposti. Anche Emiliano su questo tema ha rallentato. C’è il “problema” del personale. La gran parte è inquadrata con contratto di dirigente e quadro. Le figure operative, invece, sono soprattutto lavoratori a tempo determinato. Passare ad Acquedotto Pugliese significherebbe ridurre questi livelli retributivi troppo elevati. Anche questo è un motivo che blocca la riforma».
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Intervista-CorriereMezzogiorno


Ospedale di Ostuni: quasi conclusi i lavori di ristrutturazione dei reparti di chirurgia e ortopedia / rassegna stampa
Ospedale di Ostuni: i lavori di ristrutturazione dei reparti di chirurgia e ortopedia sono quasi giunti a conclusione. Si è operativi quotidianamente, compresi i fine settimana, per consentire il rispetto dei tempi prefissati e la riapertura dell’attività, mettendo a tacere l’inutile chiacchiericcio, confermando il pieno rispetto dei tempi e la potenza dei fatti concreti.
Siamo abbondantemente nei tempi. Il programma, infatti, prevede la conclusione dei lavori entro il 31 maggio nel reparto di chirurgia e nello spazio antistante il blocco operatorio, così da consentire la riattivazione in comune delle attività chirurgiche e ortopediche.


Ospedale Ostuni, Amati: “Sprint finale per i reparti di chirurgia e ortopedia. I lavori procedono perfettamente nei tempi”
“Siamo allo sprint finale per i lavori di ristrutturazione dei reparti di chirurgia e ortopedia dell’ospedale di Ostuni. Si è operativi quotidianamente, compresi i fine settimana, per consentire il rispetto dei tempi prefissati e la riapertura dell’attività, mettendo a tacere l’inutile chiacchiericcio, confermando il pieno rispetto dei tempi e la potenza dei fatti concreti. Un doveroso ringraziamento alle imprese, ai tecnici e agli operai”.
Lo dichiara il Consigliere regionale Fabiano Amati, Presidente della Commissione regionale bilancio.
“Mancano soltanto le opere di completamento della pavimentazione in PVC , degli impianti, del controsoffitto e le pitturazioni. Il termine della prima fase di lavori era stato fissato al 31 maggio, ma possiamo dire di essere abbondantemente nei tempi. Il programma, infatti, prevede la conclusione dei lavori entro il 31 maggio nel reparto di chirurgia e nello spazio antistante il blocco operatorio, così da consentire la riattivazione in comune delle attività chirurgiche e ortopediche. La conclusione dei lavori nel reparto di ortopedia, invece, è prevista per il prossimo 31 luglio. Mi preme ricordare – prosegue Amati – che la decisione di procedere a ristrutturazione immediata è stata agevolata dalla possibilità di disattivare per qualche settimana l’attività dei due reparti (per causa pandemia Covid, con la sospensione di tutte le attività in elezione – non urgenti – in tutti gli ospedali pugliesi) compreso lo spazio antistante al blocco operatorio, così da restringere al massimo i tempi dell’intervento edilizio. Un’opportunità colta immediatamente – conclude – per rispondere all’esigenza mai appagata di ristrutturare i due reparti del nosocomio ostunese e per tutelare i cittadini e la loro salute”.


Ospedale di comunità San Pancrazio Salentino: un’ottima idea da realizzare rapidamente / rassegna stampa
Ospedale di comunità a San Pancrazio Salentino: un’ottima idea per potenziare l’offerta territoriale nel sud della Provincia di Brindisi e così recuperare una struttura nuova, completa e adeguata, ma purtroppo inutilizzata. Spero che in poche settimane si possa ottenere l’autorizzazione regionale, quindi adattare l’immobile e avviare il servizio.
L’assistenza territoriale è il più grande aiuto che si possa offrire ai malati e alle loro famiglie, oltre che un notevole alleggerimento delle strutture ospedaliere di I e II livello.

Ospedale di comunità a San Pancrazio, Amati: “Un’idea da portare avanti velocemente in struttura nuova ma inutilizzata”
“Un’ottima idea, da portare avanti velocemente. Un Ospedale di comunità a San Pancrazio Salentino per potenziare l’offerta territoriale nel sud della Provincia di Brindisi e così recuperare una struttura nuova, completa e adeguata, ma purtroppo inutilizzata. Spero che in poche settimane si possa ottenere l’autorizzazione regionale, quindi adattare l’immobile e avviare il servizio”.
Lo dichiara il Consigliere regionale Fabiano Amati, Presidente della Commissione regionale bilancio, commentando la disponibilità manifestata dal sindaco di San Pancrazio Salentino, Salvatore Ripa, alla Asl di Brindisi.
“L’emergenza Covid ha fatto aprire gli occhi sulla necessità di potenziare immediatamente l’offerta di sanità territoriale. Una rete di assistenza in grado di fronteggiare necessità di sorveglianza continuativa nel percorso ospedale-domicilio. In questo senso, la Provincia di Brindisi è all’avanguardia con quattro ospedali di comunità già attivi (Fasano, Cisternino, Ceglie e Mesagne) a cui si potrebbero aggiungere San Pancrazio Salentino, nell’immediatezza, e dopo il ‘Di Summa’ di Brindisi. È quasi inutile sottolineare che bisogna fare rapidamente – conclude Amati – e che l’assistenza territoriale è il più grande aiuto che si possa offrire ai malati e alle loro famiglie, oltre che un notevole alleggerimento delle strutture ospedaliere di I e II livello”.